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Presto Vedrò Adele

 
Tra qualche giorno vedrò Adele. Non vedo l'ora. Ho una gran voglia di scoparmela di nuovo. Ne ha voglia anche lei. Eccome. Non fa che scrivermelo. E' un bel po' che non ci facciamo una bella scopata. Colpa del suo lavoro che la porta sempre in giro. Ma finalmente sta per tornare da queste parti, e si tratterrà per almeno un paio di giorni. Non me la farò sfuggire.

Quando l'occasione si avvicina non posso fare a meno di pensarci. Di pregustare il momento in cui potrò godermi quel gran pezzo di fica. Mi piace stendermi sul letto prima di addormentarmi, intrecciare le mani dietro la nuca e fare mente locale, mentre fisso il soffitto. Immaginare quei momenti. Io e lei, da soli. Si presenterà come al solito agghindata con quella sua biancheria intima da troia di classe. Che poi, confesso, mi fa effetto fino a un certo punto. Dura un attimo, ma poi ad attrarmi è il suo corpo. Le sue belle tette. La sua fica.

Ho troppa voglia della sua fica. Così come lei ha voglia di darmela. Di farsi scopare da questo mio cazzo di marmo. Sì, ci sarà qualche preliminare, per salvare le apparenze. Qualche bacio, qualche carezza. Qualche leccata, qualche succhiata reciproca. Ma, già lo so, roba di due minuti a dire tanto. Abbiamo troppa voglia. Due minuti e lei sarà sulla schiena, a cosce spalancate, e io sarò sopra di lei a puntare questa mazza incandescente contro la sua fica. Glielo butterò dentro in un colpo solo, con irruenza, come piace a lei. Sentirò il suo urletto sospiroso di dolore e di piacere. Leggerò la gratitutidine nei suoi occhi da porca.
Poi comincerò a scoparla, a colpi lunghi e cadenzati, spingendoglielo tutto sino in fondo. Godendomi la sensazione delle sue pareti vaginali che dolcemente cedono, adattandosi morbide alla mia penetrazione. E mi accorgerò all'improvviso che il mio cazzo sta perdendo consistenza e dimensioni. Lei mi guarderà sorpresa e stupita e io...

Ehi! Cosa diavolo sto pensando? Come mi è venuta in mente una cosa del genere? Mai successo niente di simile in vita mia, figuriamoci con una come Adele, e con la voglia che ho di scoparmela. Semplicemente ridicolo.

Dai, riprendiamo il filo... Cosa stavo dicendo? Ah sì... Una grande scopata, voglio scoparmela proprio di gu... No, è inutile... pensare alla scopata non mi ispira più... Cambiamo scena.

Sono steso sul letto. Adele è in ginocchio tra le mie gambe, con la testa vicino al mio basso ventre. Mi guarda implorante, ha una gran voglia di succhiarmelo. Lo tiene tra le mani e lo sente durissimo, vivo, pulsante. Con un sospiro tira fuori la lingua e comincia a passarla sull'asta, con adorazione. Mmmmm... che gusto... Poi spalanca le labbra e si risucchia tra le fauci tutta la cappella. Ha un'espressione estatica mentre comincia a far scorrere le labbra su e giù lungo la mazza, continuando a strofinare la lingua sulla punta. Una libidine infinita. Ma il cazzo mi si sgonfia e lei si ritrova a ciucciare una specie di vermetto viscido e molliccio...

Nooo! Ma perdinci! Perché?? Cos'è adesso 'sta storia? Perché ho avuto di nuovo questo pensiero? Da dove viene questo tarlo che mi ha preso? Cioè, dico, sono i miei pensieri questi! Deve succedere quello che voglio io! Sarò libero, spero, di fare quello che voglio almeno nelle mie fantasie, o no? Se voglio pensare di avere un cazzo che resta in eterno grosso e duro come una mazza da baseball sono libero di farlo. Sono pensieri miei, che cazzo! Perché nei pensieri miei non stanno succedendo le cose che dico io?

Adesso mi concentro... Voglio proprio vedere... Dunque... Adele... Adele è carponi sul letto a chiappe in su, con quel culo da favola bene in mostra. Io sono in piedi alle sue spalle vicino al bordo del letto. L'ho aperta e lubrificata usando le dita e la cremina. Il suo buchino ha un'invitante chiazza lucida che lo circonda. Appare morbido e fremente. Mi sussurra di fare piano, di essere delicato, ma ho una sbarra di ferro al posto del cazzo e credo proprio che me la inculerò di brutto. Sentirà dolore, ma le piacerà, ne sono certo. Appoggio la punta al buco. Sento che il cazzo ha perso un po' di consistenza. Non è un problema. Uso le mani per riportarmi in tiro e punto ancora. Niente da fare, è ancora un po' bazzotto. Provo a spingere lo stesso, ma non è abbastanza rigido da forzare il suo buchino stretto, sempre un po' resistente ai primi affondi. Torno a smanettarmi, ma senza grande successo. Anzi, sembra perdere colpi sempre più. Adele mi dice "Max? Tutto bene?" Tutto bene un cazzo! Si è ammosciato e non vuole sentire ragioni... Non so come fare, perdio... Aiuto!... Aiuto!... Sono nel Panico Totale!!

A questo punto allungai un braccio e accesi l'abat-jour sul comodino. Ero in un bagno di sudore freddo. Mi alzai e andai in cucina con l'idea di bere un po' d'acqua. Poi mi ricordai della bottiglia di whisky che mi aveva regalato mio fratello e ripiegai su quella. Versai una dose massiccia in un bicchiere. Un Laphroaig di 15 anni tracannato giù in due sorsi come fosse acqua fresca è una vera bestemmia. Ma a mali estremi...

* * * * *

"Oh, no, Max! Non dirmelo...!"

"Invece devo dirtelo, purtroppo, Adele. Da lunedì a mercoledì sono a Milano per una convention. Sostituisco un collega che ha avuto un problema all'ultimo momento... Ma sarò di ritorno per giovedì mattina!"

"Troppo tardi... ho l'aereo per Barcellona alle 11 di giovedì. Non ce la facciamo nemmeno a salutarci. Che sfiga... Avevo davvero voglia di vederti, sai? Mi sei mancato un sacco dall'ultima volta..."

"Anche tu mi sei mancata... Non sai quanto mi scoccia perdere quest'occasione..."

"Già... Anche perché per almeno un altro paio di mesi non ci saranno possibilità... Sarò tutto il tempo all'estero... Ho l'esposizione a Londra..."

"Che fregatura!... Mi dispiace tanto, Adele... Davvero..."

"Coraggio, dai. Non mancheranno altre occasioni. Vorrà dire che la prossima volta faremo gli straordinari per recuperare, giusto?"

"Giustissimo! A presto! Baci!"

Clic. Ecco, l'ho fatto. Ho mandato a monte tutto con una scusa. Ho mandato a puttane una scopata strepitosa con una fica strepitosa, e perché poi? Perché mi si ammoscia nel pensiero? Si può essere più stronzi? Vabbè, adesso non devo fare il disfattista, a telefonata conclusa. Devo ammetterlo con me stesso: ero nell'ansia fino ai capelli all'idea di vederla. Non si può entrare in camera da letto con una donna se si è in questo stato. Sono già diverse sere che la testa mi fa questo scherzetto, quando penso a lei. Se mi viene in mente una situazione del genere mentre sto con Adele è la fine. Il cazzo non vuole pensieri, e io invece sto avendo pessimi pensieri del cazzo. Meglio evitare potenziali figuracce. Proprio con lei, poi, che mi ritiene il miglior scopatore dell'universo, visto come l'ho abituata bene le volte scorse, non voglio proprio correre rischi. Sì, lo so che è solo un'assurda fisima, ma sono proprio le fisime assurde quelle capaci di metterti fuori uso il cannone. E' risaputo. Adesso mi prendo una bella pausa di riflessione e cerco la via per uscire da questo folle stato mentale, in un modo o nell'altro. Voglio tornare ad essere il chiavatore scatenato e selvaggio che sono sempre stato. Che cazzo!

* * * * *

"Signor Dominici, io non so cosa dirle. Dal mio punto di vista lei è perfettamente sano. Ho qui tutti i test: lei ha un punteggio invidiabile come IIEF..."

"IIEF?"

"L'Indice Internazionale della Funzione Erettiva. Inoltre i risultati della rigidometria notturna sono eccezionali. Lei sotto quell'aspetto è all'altezza di un ventenne. Poi ci sono le analisi del sangue, i dosaggi ormonali. Tutto ottimale. Glielo dicevo io! Ha voluto spendere una barca di soldi per le analisi del tutto inutilmente..."

"Beh, ma allora sarà un problema psicologico..."

"Ma di quale problema parla? Lei non ha problemi! Mi ha detto che non ha mai riscontrato il minimo cedimento nei suoi rapporti sessuali passati. Non c'è assolutamente nulla di concreto. Non c'è la minima sintomatologia. Stiamo parlando del nulla. Non posso che considerarla un soggetto sano. Anzi sanissimo!"

"Dottore, ma io le ho spiegato qual è il mio problema...!"

"E io le sto spiegando che come andrologo e urologo non sono in grado di farci nulla! Lei è sano! S-A-N-O!"

"E non pensa che qualche pillola... Viagra, Cialis... 'sta roba qui..."

"Sarebbe assurdo. Lei fisicamente sta benissimo. Non otterrebbe altro che il rischio di fastidiosi effetti collaterali..."

"Ma allora dottore? Come ne esco?"

Lui sospirò. Poi aprì un cassetto e mi mise sotto il naso un bigliettino da visita.

"Guardi, l'unica cosa che posso fare è darle questo indirizzo. Si tratta di una collega... beh, insomma, non proprio una collega... Una dottoressa che sta cercando di applicare certe tecniche in voga negli USA da anni, ma che da noi sono piuttosto... inedite. Forse può aiutarla."

Lessi sul biglietto. "Carlentini?"

"Elizabeth Carlentini. E' un'italoamericana. Ha lo studio a pochi chilometri da qui..."

"Ma è una donna! E io dovrei parlare di questi miei problemi a una donna?? Non se ne parla proprio...!"

"Faccia come cazzo le pare. E adesso, se mi permette..."

* * * * *

La dottoressa Carlentini era un pezzo di fica notevole. Una bionda americanissima che sembrava uscita da un telefilm made in USA. Sembrava più giovane di quello che mi aspettassi, al punto che inizialmente avevo creduto fosse l'infermiera, facendo una mezza gaffe. Parlava con un leggero accento anglosassone, che la rendeva ancora più arrapante. Era una donna dai modi molto diretti.

"Bene, sig. Dominici. Si spogli completamente e si stenda sul lettino" mi aveva detto, non appena espletate le presentazioni.

"Ma io... prima... vorrei spiegarle..."

"Mi spiegherà tutto dopo, non si preoccupi. Intanto le faccio la visita..."

"Ma... veramente io..."

"Mi lasci fare il mio lavoro. Per cortesia."

Usò un tono gentile, ma molto deciso. Non potei fare a meno di ubbidire.

Quando fui nudo sul lettino si avvicinò. Portava un camice bianco molto corto, che lasciava scoperta una buona porzione di cosce. I bottoni del camice erano parzialmente aperti e lasciavano intravedere ampie porzioni di tetta. Soprattutto quando cominciò a chinarsi su di me per poggiare il suo stetoscopio, avvicinando pericolosamente il suo busto al mio. Non portava reggiseno.

"Si rilassi, sig. Dominici, e respiri profondamente" mi suggerì in tono dolce. Intanto con quelle mani diaboliche mi tastava continuamente il torace, i fianchi, il collo, con un'attenzione e un'insistenza che non sembravano esclusivamente cliniche. Sentivo il profumo del suo corpo, dei suoi capelli. E lei continuava a stare chinata su di me, sfiorandomi con il seno, lanciandomi occhiate in tralice, continuando a toccarmi...

Cercai di evitarlo con tutte le mie forze, perché sapevo che mi avrebbe messo in mortale imbarazzo. Ma certe cose non si controllano. Usai tutte le tecniche di "distrazione" possibili. Pensai alle cose più tristi, più orrende, più schifose. Non servì a nulla. Mi ritrovai con il cazzo dritto come un palo. Sperai per un attimo che non se ne accorgesse, ma lei non mi lasciò nemmeno il tempo di sperare.

"Oh, ma guarda un po'..." disse con un sorriso sornione, guardandomi negli occhi. "Bene, adesso possiamo passare a quello per cui sono specializzata..." e così dicendo lo prese in mano.

"Ma... dottoressa... veramente... io..."

"Fammi fare il mio lavoro... e stai zitto, se ti riesce, per cinque minuti..."

Ci giocò un po' con le mani, osservandolo con attenzione e rendendolo inevitabilmente ancora più duro. Ogni tanto si girava verso di me e piantava con malizia i suoi occhioni azzurri nei miei, rendendo ancora più patetico ogni mio tentativo di mantenere un contegno. Infine si chinò e lo prese in bocca, cominciando a lavorarmelo meravigliosamente tra labbra e lingua.

Non riuscivo io stesso a credere a quello che stava succedendo. Era una situazione pazzesca. La dottoressa bellissima e biondissima, con tanto di camice bianco, che ti fa un bocchino sul lettino del suo studio. Un sogno erotico da adolescente. Una scena da filmetto porno d'annata. E lo divenne ancora di più quando, dopo qualche minuto di leggendario spompinamento, la bionda si liberò dal camice mostrandosi in tutto il suo splendore, vestita solo di calze e reggicalze. Sotto quel corto camice non portava mutandine. Mi chiesi se riceveva tutti i pazienti così, con la fica al vento. Il cazzo mi stava scoppiando. Dio quanto mi arrapava!

"Vieni con me. Di là c'è un letto..." mi disse in tono provocante, "Continueremo la visita in modo più comodo..." e si avviò verso una porta che dava su una stanzetta contigua, offrendomi la vista mozzafiato del suo culetto ancheggiante.

* * * * *

"Sex surrogate?" ripetei stupito per l'ennesima volta, mentre steso accanto a lei mi riprendevo dalla scopata più incredibile e inaspettata della mia vita.

"Negli USA ci chiamano così. Aiutiamo gli uomini che hanno dei problemi a letto facendo anche le veci di una partner intima..."

"Cioè? Uno viene da te e ti dice che ha dei problemi... Tu te lo scopi e gli dici 'Visto? Sei guarito!'..."

"Non è così semplice. E' una cosa seria, sai? Non si può improvvisare. Ho una laura in medicina e una in psicologia. Ho anche fatto diversi corsi specifici, psicanalisi, sessuologia, andrologia... In America c'è un ordine professionale che certifica la nostra preparazione..."

"E tuo marito cosa ne pensa?" Avevo avuto modo di notare la fede intorno al suo anulare.

"Richard? Oh, lui è orgoglioso di me per l'aiuto prezioso che riesco a dare a tanti uomini in difficoltà. E' un medico anche lui. Capisco che qui in Italia non riusciate a comprendere una cosa del genere. Siete un paese cattolico, arretrato, bigotto... Forse anche tu in questo momento pensi che io sia solo una puttana vestita da infermiera..."

"No, non lo penso. Ma penso che ci sarebbero tanti uomini sanissimi pronti a fingersi malati e a pagare la parcella pur di venire a letto con una come te!"

Sorrise. "Grazie del complimento. Ma anche gli uomini che cercano sesso a pagamento hanno evidentemente dei problemi, e hanno bisogno del mio aiuto... E poi non è detto che le cose vadano proprio come pensano loro... Sono io che decido la cura..."

"Che vuoi dire? Io non ho fatto in tempo a dirti il nome che mi sei saltata addosso... Non è il trattamento standard?"

"Niente affatto. Nella maggior parte dei casi c'è una lunga fase di colloqui col paziente. Parlare ed ascoltare sono attività fondamentali nella terapia. Si arriva al contatto intimo solo dopo diverse visite... Con alcuni pazienti non è nemmeno necessario... In certi casi bastano i colloqui per risolvere il problema..."

"Poveracci... Che sfiga..." sghignazzai.

Ignorò l'interruzione. "Ma qualche volta la scaletta può anche essere invertita. Bisogna anche sapersi affidare all'istinto e all'esperienza..."

"Per esempio?"

"Per esempio quando a fiuto riconosco un soggetto da... come dite voi in Italia?... da seghe mentali. Talvolta può essere meglio andare subito al concreto, senza troppe chiacchiere, e mettere il paziente di fronte al fatto compiuto..."

"Come nel mio caso?" sorrisi ironico, pensando che ci aveva preso in pieno.

"Più o meno. A proposito... ancora non mi hai parlato del tuo problema..."

Sbuffai. "In questo momento mi sembra una cosa talmente ridicola..."

"No. Non lo è. Coraggio, parlamene..."

E così le raccontai tutta la storia dall'inizio.

* * * * *

"Non è affatto una cosa ridicola, sai? Anzi la trovo molto istruttiva." Elizabeth mi aveva ascoltato con attenzione e serietà, anche se avevo raccontato le mie disavventure in tono autoironico e scanzonato, quasi fosse una specie di barzelletta.

"Vedi, Max, quello che molti uomini non capiscono è che l'erezione, prima ancora di un fenomeno fisiologico, è uno stato mentale. Ci sono uomini come te che amano stare sempre in questo stato di... erezione mentale. Tu non chiederesti mai al tuo corpo di mantenerti il pene in erezione per 24 ore su 24, vero? Ebbene non puoi chiedere lo stesso nemmeno alla tua mente. Altrimenti la mente comincia a farti strani scherzi. E c'è il rischio che il corpo le vada dietro..."

Annuii. La seguivo con grande attenzione. Una fica del genere che sembrava avere anche un fior di cervello merita tutte le attenzioni del mondo.

"Vale per tutti i campi della vita. Nel lavoro, nelle relazioni sociali, nello sport, eccetera. Non si può stare per tutto il tempo a 200 all'ora sulla corsia di sorpasso, a lampeggiare selvaggiamente a quelli davanti a te che vanno a 195 e ti rallentano. Non ce la fai. Qualche volta bisogna sapersela prendere comoda. Mettersi nell'altra corsia a 80 all'ora, accendere lo stereo e godersi il paesaggio.
Quello che voglio dire è che nessuno ha energie infinite. Anche nel senso di energie mentali, di energie dell'anima. Bisogna saperle gestire, talvolta anche con un pizzico di parsimonia. Concentrarle per le cose che servono, nei momenti che servono. Non disperderle come fate spesso voi uomini, perlomeno alcuni di voi, che date sempre tutto in ogni cosa e non mollate mai. Lo fate con generosità, certo, con eroismo. Ma spesso anche con incoscienza. Dovete capire che mollare ogni tanto la presa, su qualsiasi cosa, non è una sconfitta. E' una ritirata strategica. Una sosta ai box. Un modo per recuperare energie, per ritrovare se stessi. E per essere ancora più cazzuti e micidiali nel momento in cui si riprende a darci dentro. E' chiaro il concetto?"

Annuii di nuovo. Elizabeth continuò.

"A maggior ragione questo vale anche in campo erotico. E' vero, noi donne adoriamo gli uomini che sanno stare costantemente in erezione mentale per noi. Probabilmente per una donna è ancora più gratificante dell'erezione fisica. Ed è per questo che quelli come te tipicamente hanno un certo successo. Continua pure ad essere generoso con la tua erezione mentale, ma fa che sia una generosità... gestita, controllata, sostenibile, che non ti esaurisca. Nell'interesse anche delle tue partner. Se la mente ti manda certi segnali, devi ascoltarla, capire quando stai dando troppo, e nel caso... staccare un po' la spina. Quando devi vederti con la tua Adele o chiunque altra, per esempio, non devi pretendere da te stesso di stare in erezione mentale per lei già da dieci giorni prima. Non ci pensare. Rilassati. Risparmia le energie per il momento giusto. Quanto all'erezione fisica invece, puoi fidarti, non hai il minimo problema. Anzi..."

E qui fece un sorriso malizioso.

"Ci sarebbe ancora mezzora, prima del prossimo paziente... Direi che la fase di colloquio è durata abbastanza... Riprendiamo la terapia... Sono un medico in fondo, no?"

E così dicendo si chinò di nuovo a lavorarmi di bocca. Il cazzo rispose prontamente e lei poté godersi un lungo ed indimenticabile smorzacandela.

* * * * *

"Stai benissimo, Max. Non hai nulla. Segui il mio consiglio e non avrai alcun problema..." mi disse prima di congedarmi, mentre il suo lettore di carte di credito succhiava varie centinaia di euro dal mio conto corrente. Era tornata ad indossare quel camice bianco corto senza niente sotto, ed era più arrapante che se fosse stata nuda.

"Però..." aggiunse pensierosa, "Facciamola una visitina di controllo tra un paio di settimane... Gratuita, come se fosse un'appendice di questa..."

"Hai qualche dubbio? Qualcosa non ti torna?" chiesi io, con un filo di preoccupazione.

"Ma no... niente di particolare..."

"Liz, non nascondermi nulla... Qualcosa non va?..."

"Va tutto benissimo... Consideralo un eccesso di scrupolo... Oppure..."

"Oppure?"

"Oppure la squallida scusa di una puttana vestita da infermiera che vuole scopare di nuovo con te. Suona meglio così?" E mi strizzò l'occhio.

* * * * *

Adele sembrava entusiasta della proposta.

"Un gioco? Oh, sì... Mi piacciono i giochi strani a letto... Sono eccitanti... Purché alla fine si scopi, però... Che gioco è?... Cos'è quella cosa bianca che hai in mano?"

"E' un camice..."

"Da infermiera? Vuoi giocare a scoparti l'infermiera, eh? Che gran porco..."

"Da dottoressa. Ti andrebbe di indossarlo così come sei, nuda con le autoreggenti?..."

"Va bene... Ecco qua... Certo è molto corto... Si vede l'orlo delle calze... Se mi chino un po' in avanti si scopre subito il culo..."

"Sei perfetta. Ora ti spiego... Tu sarai la dottoressa sexy e io un paziente con qualche problema di erezione..."

"Ahahahahahah! Vuoi farmi morire dalle risate? Tu un paziente con..."

"Ma dai, è solo un gioco..."

"Sì, ma non sei credibile. Non sei proprio il tipo. E poi, perché il gioco abbia un senso dovresti riuscire a tenerlo giù per un po'... Simulare un po' di difficoltà, mentre io cerco di svegliartelo... Altrimenti che senso ha?"

"E che problema c'è? Non vedi come sta? Un pezzo di carne morta. E posso tenerlo in questo stato quanto mi pare, se voglio, sai? Dai, forza, cominciamo... Mi aiuti, la prego, dottoressa... Sono disperato... Ho dei gravi problemi... Non riesco a raggiungere l'erezione..."

"Oh, mi dispiace... Ma non si preoccupi... Mi occuperò personalmente del suo caso, e riusciremo a risolv... MA GUARDALO LI'!!"

"Dai, fa' finta di niente... Si è appena appena un po' gonfiato..."

"Appena appena gonfiato? E' duro come un pezzo di legno... E non ti ho ancora nemmeno sfiorato!... Senti, lasciamo stare... E' inutile anche provarci... Non si possono fare certi giochi con te..."

"Mi dispiace..."

"Sai qual è il tuo difetto, Max? Stai sempre col cazzo dritto! Sei banale, prevedibile, scontato, monodimensionale..."

"Non sei la prima che me lo dice..."

"Va però anche riconosciuto il fatto che, per quanto riguarda scopare, non ti si può dire nulla..."

"Meno male."

"E allora non perdiamo altro tempo. Mi spoglio o mi scopi con tutto il camice?"

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