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Cairo 4 - Angeli nel deserto

 

Questa puntata della "saga" di Alisha andrebbe letta conoscendo tutti i dettagli del contesto in cui è stata scritta, visto che contiene parecchie citazioni, autocitazioni, riferimenti, ecc.
Ritengo però che la lettura di tutto il carteggio possa essere poco interessante, e se si tratta solo di recuperare qualche allusione spiritosa tutto sommato non valga la pena.
I più curiosi possono ripercorrere tutta la storia sulle pagine del vecchio sito,
Per tutti gli altri è sufficiente dire che dopo aver pubblicato "Cairo 2" su it.sesso.racconti, un'altra delle scrittrici del newsgroup, tale Cristina, in ottimi rapporti con me, evidentemente divertita da quanto avevo scritto, si dilettò a scrivere un "Cairo 3 - Chi la fa l'aspetti", in cui (in estrema sintesi) Alisha e Patrizia si pacificavano, se la prendevano con il sottoscritto (inteso come personaggio nel racconto), e si vendicavano schiaffeggiandomi, legandomi e (come estrema onta) offrendomi immolato agli abusi di uno dei due gemelli del racconto originale, anche se poi (come in Cairo 2) nel finale si scopre che era tutto un brutto sogno da cui mi risveglio appena in tempo..
Uno scherzo che qualcuno giudicò un po' troppo "pesante".
In risposta scrissi questo racconto, in cui immagino Cristina stessa esecutrice della vendetta, e gran parte delle frasi che la stessa Cristina pronuncia nel racconto sono le stesse da lei usate nel newsgroup per spiegare il suo intento scherzoso, o con il sottoscritto in qualche conversazione privata.

Cairo 4 - Angeli nel Deserto

"Anche le supposte
nel loro piccolo
ti inculano"
(Proverbio egiziano)

Xlater scese dall'auto. Si trovava in pieno deserto. Intorno a lui solo sabbia. Sopra di lui solo stelle e una luna chiara che illuminava tutto di blu.

Alisha e Patrizia alla fine avevano fatto pace e avevano deciso di spartirsi i due gemelli, lasciandolo da solo a Giza. Xlater aveva provato a seguirli a distanza. Voleva assistere alle evoluzione erotiche dei quattro. Non perché fosse un guardone. Solo un fedele cronista. Doveva scrivere la successiva puntata della serie "Cairo" e non poteva perdersi quello che stava succedendo.

Tuttavia non ci volle molto perché la sua Rover 400 perdesse contatto con la jeep dei gemelli, più a proprio agio sulle strade sconnesse e terrose. Xlater si ritrovò così da solo in mezzo al deserto. Perso. Privo di ogni riferimento che non fosse la posizione delle costellazioni nel cielo notturno.

Come spesso accade in questi casi, fu preso da un senso di fatalistico abbandono. Passeggiò un po' intorno all'auto. Poi si appoggiò con la schiena alla fiancata e prese ad ammirare le stelle, alla deriva dei suoi pensieri.

Fu allora che... SCHIAFFFF! Sul volto di Xlater si abbatté un ceffone clamoroso. L'uomo barcollò scosso. Cercò di concentrarsi sulla figura che era apparsa praticamente dal nulla davanti a lui.

"Cristina? Sei tu? Ma come..." SCHIAFFFF! Cristina gli mollò con gusto un altro ceffone. Davanti agli occhi stupefatti di Xlater, la ragazza sorrideva dolcissima. Gli occhi le brillavano e il respiro leggermente affannato tradiva la sua eccitazione.

"Cri... se è per la faccenda dell'angelo... posso spiegarti tutto..." SCHIAFFFF!

"Oh no! Mio adoratissimo Xlater. Non hai nulla da spiegare..." La voce di Cristina era un tenero e sensuale sussurro.

"Forse è per la 'Notte Moscovita'. Vedi, io..." SCHIAFFFF!

"Xlater mio prediletto... non sai da quanto aspettavo questo momento... e come me lo sto godendo ora che è arrivato..." E subito un altro SCHIAFFFF! Cristina portava i suoi colpi con un grazioso ed efficace movimento di spalla.

Xlater, con la guancia in fiamme, la guardò senza parole, allibito. Cristina gli rivolse un radioso sorriso. "Ma come? Non capisci? Proprio tu? Possibile?"

"Ad essere sinceri, Cri, no. Non capisco perché tutti 'sti ceffoni..." SCHIAFFFF! Xlater barcollò di nuovo.

"Sberle, Xlater. Non ceffoni. Femminili, maliziose e sensuali sberle. Mio amatissimo Xlater, possibile che tu non sappia riconoscere la dolcezza di una carezza ad artigli rinfoderati? C'è una pagina del kamasutra appositamente dedicata. Non hai letto il kamasutra? Non dirmi!"

"Ehm... confesso che probabilmente la pagina che dici tu mi è sfuggita... però sono sicuro che in mezzo a tutto il kamasutra si possa trovare un'altra pagina con qualcosa di più divertente da fare... possiamo sceglierla insieme... da bravi amici..." SCHIAFFFF!

"No, mio Xlater. E' questo il contatto erotico che tu mi ispiri. E' tanto tempo ormai che me lo sognavo..." Tra una sberla e l'altra Cristina aveva cominciato a denudare il Nostro, che, stordito, opponeva ben poca resistenza.

"Non sei contento, Xlater? Incontrare una donna che ti desidera tanto ardentemente, e subito pronta ad approcci sessuali con te..."

"Che culo che c'ho!" SCHIAFFFF! "Cri... ma è possibile che proprio a te... così tenera e dolce... piacciano questi approcci così duri..." SCHIAFFFF!

"E' proprio l'imprevedibilità femminile la cosa che più sconvolge ed eccita gli uomini..."

"Dio, quanto sono eccitato!!" SCHIAFFFF! "Forse però sono soprattutto sconvolto..." SCHIAFFFF!

"La mia dolcezza e la mia aggressività sono solo due facce della stessa medaglia..."

"Ho sempre una sfiga, io, col testa o croce..." SCHIAFFFF!

"Non sai che i dolci più buoni sono quelli fatti col sale?"

"Ecco... vedi... io starei seguendo una dieta a basso tenore di sodio..." SCHIAFFFF!

Cristina intanto aveva estratto alcune corde dal portabagagli della Rover e si accingeva con entusiasmo a legare Xlater come un salame. Mentre stringeva con forza i polsi di Xlater dietro la schiena, Cristina si fermò ad osservare le sue mani.

"Le mani... le mani di Xlater... Lo sai che sono il simbolo del tuo narcisismo? Quelle foto sul tuo sito... tutti i riferimenti che ne fai nei tuoi racconti... mandi sempre avanti le tue mani..."

"Scusa se mi permetto, Cri. Ma mi sembra che pure tu, un pochino, ti fai avanti con le mani..." SCHIAFFFF!

Xlater era completamente nudo, legato e appoggiato semi incosciente con la schiena su un fianco della Rover. La faccia era gonfia e le palpebre semichiuse. Cristina guardava deliziata il frutto del suo lavoro.

"Ora posso finalmente esprimerti in modo compiuto quanto io apprezzi la tua genialità (SCHIAFFFF!), il tuo fascino (SCHIAFFFF!), il tuo senso dell'umorismo (SCHIAFFFF!), la tua abilità di scrittore (SCHIAFFFF! SCHIAFFFF!)"

Xlater faceva fatica a respirare. "Cri... grazie... ma non sono poi COSI' bravo"

"I tuoi racconti... i tuoi bellissimi racconti... Tieni! Questo è per il Cetriolo" SCHIAFFFF!

"...che gira gira, come si sapeva, finisce sempre in culo all'ortolano..."

"Questo per la Cerimonia" SCHIAFFFF!

"...tu invece non fai tante cerimonie..."

"Questo per 'Alla faccia di Rossella' " SCHIAFFFF!

"E no, cazzo! Questo era alla faccia mia!!!"

"Questo è per la Doccia" SCHIAFFFF!

"Senti... per la serie di Patrizia... non avrai mica intenzione di darmene uno per ogni puntata... fammi uno sconto!!"

Cristina si fermò. Ansimava per la stanchezza e per l'eccitazione. Era estasiata e sorridente. La sua voce era sensualmente roca. "Oh, Xlater... riesci a tirare fuori le mie voglie più nascoste... le mie pulsioni più primitive e bestiali... ma come fai?"

"Ho seguito un corso per corrispondenza..." SCHIAFFFF!

"Lo sai..." sussurrò Cristina accalorata "Lo sai che andrei avanti per tutta la notte?"

"Come?? No! Ti prego! ... ehm... senti... non lo dici sempre anche tu... che l'erotismo ha bisogno di varietà..."

Cristina ci pensò su. "E' vero!" Mollò un ultimo sonoro SCHIAFFFF! Poi afferrò Xlater, immobilizzato dalle corde, e lo gettò, senza tanti complimenti, a pancia sotto sui sedili posteriori della Rover. Il culo di Xlater era esposto, inerme ed indifeso. Cristina lo osservava.

"Non sai che voglia mi stai ispirando, mio amatissimo Xlater..."

"Lo intuisco, ma non lo voglio mettere a fuoco..."

"Sento un profondo desiderio di possederti..."

Xlater si irrigidì. "Ma Cri... non puoi mica... bisogna essere dotati di una certa attrezzatura, sai?..."

"Sono molto più attrezzata di quello che credi, mio adorato..."

Con mossa agile Cristina si liberò della gonna. Xlater cercò di guardare alle sue spalle, con la coda dell'occhio. Trasalì. Dal basso ventre di Cristina emergeva una specie di grossa protuberanza. Sotto i timidi raggi lunari, e in quella posizione disagiata, Xlater non riuscì a capire se fosse vero o artificiale. "Deve essere di gomma... per forza... legato in qualche modo" pensò. "Dai, non può essere un cazzo vero... che diamine... per quanto in questi racconti succedono le cose più strane..." Carne o lattice che fosse, Xlater era impressionato dalle dimensioni di quell'arnese.

"Cri... ti prego... cosa vuoi fare?" Xlater aveva una vocetta tremante e lamentosa. Cristina invece era trionfante e entusiasta. Aveva tirato fuori una pomata oleosa e la stava spalmando su quel bigolo maestoso.

"Coraggio Xlater. Cosa c'è di più erotico... di più stuzzicante... dello scambio dei ruoli?"

"Ma io sono molto tradizionalista per i ruoli. Il portiere in porta... il terzino in difesa... l'ala sulla fascia..."

"Io posso finalmente esprimere la mia parte maschile... e tu la tua parte femminile..."

"Ascolta... non mi frega niente della mia parte femminile... e comunque oggi non posso... la mia parte femminile ha le mestruazioni..."

"Mi fa impazzire l'idea di prenderti, di sottometterti, di violarti... Sapessi quanto mi eccita la cosa... ma te ne accorgerai. Riuscirò a trasmetterti tutto il mio trasporto, la mia passione, la mia foga..."

"Quale foga? Stai calma... Non mi devi trasmettere niente... mi fido della parola..."

Cristina avvicinò le sue dita unte al buco di Xlater, che appena si sentì sfiorato sussultò e cacciò un urlo bestiale "Ahiaaaaaa! Nooooo!"

"Stai calmo Xlater..." lo incoraggiò dolcemente Cristina, continuando a ungerlo tra le natiche. "Se sei così teso sarà solo peggio...". Xlater seguì con apprensione, senza vederli, i movimenti di Cristina che si sistemava in modo da predisporsi all'atto. Con un brivido, sentì alla fine la punta dell'arnese appoggiata al suo sfintere. Come prevedeva, era di gomma. Che dubbi assurdi aveva avuto. Paradossalmente si chiese se fosse meglio o peggio così...

Cristina continuò a sussurrare dolcemente, facendo vibrare lentamente con una mano il coso puntato contro il buchino di Xlater. "Rilassati caro... farà un po' male all'inizio... ma poi ti piacerà. Ti piacerà essere mio in questo modo... la sensazione di essere posseduto da un'altra persona ti farà impazzire di goduria... ti sentirai veramente donna... e se ti piacerà, come sono certa, potremo farlo ancora... tutte le volte che vuoi... potrai farlo con altre donne... con uomini..."

All'improvviso un pensiero confortò Xlater. Non può essere vero! Non può andare a finire così! Che diavolo! Ora succede qualcosa... è classico. Mi risveglio ed era tutto un incubo... qualcosa del genere. Solo che... dovrebbe essere ora... Da un momento all'altro questa comincia a spingere! C'è qualche problema tecnico? Devo telefonare alla regia... Regia? Cosa mi dite, regia?

Doveva aver inavvertitamente espresso ad alta voce i suoi pensieri, perche' Cristina, tenera e ironica, cinguettò: "La regia mi ha avvertito: può partire il... servizio!" e aggiunse un soave risolino mentre cominciava implacabile a spingere.

Xlater strinse i denti, mentre sentiva la pressione del fallo sul suo orifizio. "Non mi salvo" pensò disperato. "Stavolta non mi salvo"

Poi all'improvviso Cristina sospirò e disse "No." Xlater, non credendo alla sua fortuna, sentì la pressione allentarsi fino a sparire. Quel minaccioso arnese di gomma si staccò dal suo corpo.

"Cosa è successo?" si chiese. Cristina rispose.

"Mi sono resa conto che non mi va di farlo..."

"Ti si è ammosciato?"

"Vedi, Xlater... secondo me anche in certi frangenti un uomo deve riuscire a mantenere una sua dignità virile.."

"L'ho sempre detto io... il vero uomo lo si riconosce quando glielo appizzano al culo..."

"E invece, Xlater... tu mi hai deluso... mi aspettavo un maestro dell'erotismo... invece sei una specie di macchietta... non c'è nessun gusto a fare certe cose con te..."

In quel momento dentro la testa di Xlater successe una cosa incredibile. Si rese conto che l'essere rifiutato in quel modo lo faceva soffrire molto di più di una sodomizzazione. Il pensiero che una donna potesse trovarlo meno che perfetto era per lui mille volte più doloroso di quanto avrebbe potuto essere la penetrazione di un fallo di gomma anche grosso il doppio di quello di Cristina. Reagì.

"Ma cosa dici, sciocchina? Dai... fai la brava... infilami quel coso..."

"No, Xlater. Non ci siamo proprio. Hai l'impostazione sbagliata. Avresti dovuto essere ferito, ma orgoglioso. Vinto, ma fiero. Un vero uomo. Tu invece con tutte quelle battutacce una dietro l'altra, quell'atteggiamento piagnucoloso... mi hai fatto venire il latte alle ginocchia..."

Xlater sempre legato e steso sulla pancia era disperato. Cercava di girarsi per guardare in faccia Cristina. "Stai scherzando, vero? Il mio leggendario senso dell'umorismo è quanto di più sexy si possa immaginare... Dai Cri... mettimelo dentro... vedrai ti piacerà..."

"No, Xlater. Mi dispiace... non prendertela..."

"Dai Cri... fammi tuo... saresti la prima... sono vergine... è stretto stretto... pensa che gusto..."

"No..."

"Non ti piace il mio culetto? Guarda che è bello sodo... non ti attizza?"

"Non insistere Xlater... ti prego..."

"Però voi donne... sempre uguali! Prima giochini, provocazioni, preliminari... e ora, sul più bello... mica puoi lasciarmi in questo stato, cazzo!"

Cristina si avvicinò con la testa al viso di Xlater e gli donò un tenero bacio sulla guancia.

"Non sentirti ferito, Xlater" gli sussurrò piano. "La mia stima per te resta la stessa. Per me sei sempre un ragazzo eccezionale. Voglio restare tua amica affezionata. Non è colpa tua. E' colpa mia. Sono io che cerco un uomo che... un uomo che..." e qui la gola di Cri si incollò, e la voce divenne strozzata.

"... un uomo che forse non esiste..."

Cristina appoggiò di nuovo le labbra delicatamente sulla sua guancia, ma stavolta Xlater avvertì sulla pelle anche lo scivolare bagnato e tiepido di una lacrima di lei.

Senza aggiungere una parola, Cristina si alzò e si allontanò. Xlater sentì una specie di rumore, come un battito d'ali. Si contorse per girarsi a guardare. Riuscì appena a scorgerla. Con le piume bianche incandescenti illuminate dalla luna, Cristina stava volando nel cielo stellato, diretta verso Nord Ovest.

Xlater rimase a lungo immerso in pensieri di tenero affetto nei confronti della sua amica. Sulla sua guancia sentiva ancora il contatto delle sue labbra e l'umido di quella lacrima. Nelle sue orecchie risuonava ancora quell'ultima frase commossa e rassegnata. Nei suoi occhi ancora lampeggiava l'immagine di quelle angeliche ali bianche stese al vento.

Poi si riscosse e parlò ad alta voce.

"Però poteva almeno slegarmi. Che cazzo!"

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